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Già la locandina dice tutta la schifezza contenuta |
L'ultimo film di Dario Argento fa acqua da tutte le parti. La storia è poco originale, tentenna e sembra priva di personalità. La sceneggiatura è scialba, i dialoghi senza alcuna profondità. Gli attori maldestri e poco convincenti. Se Adrien Brody, che interpreta un doppio ruolo: quello dell'ispettore e del serial-killer Flavio Volpe (grazie ad un trucco che lo rende pressoché irriconoscibile), si impegna nel tentativo –fallimentare- dell’ispettore freddo e ispessito da un tragico passato, sempre ombroso e taciturno, Emmanuelle Seigner, invece, è del tutto fuori posto e fuori luogo. Non un dialogo appropriato, né uno sguardo intenso. Non c’è intensità psicologica (nonostante la trovata delle infanzie tristi), né profondità estetica o stilistica. Dal punto di vista narrativo non c’è nulla di nuovo, né il film crea un minimo di suspance e di adrenalina. Forse l’ultima parte, più dinamica e movimentata, regala qualche attimo di ‘luce’.
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La coppia più espressiva dell'anno!!! Evitatelo! |
1/5
Pubblicato su: Cinema4stelle
davvero mediocre..
RispondiEliminaio però ho preferito l'inizio, poi via via perde sempre più credibilità e il taxista giallo è forse il serial killer più ridicolo nella storia del cinema :D
Brutto, brutto, brutto!!!
RispondiEliminaosceno, per me che adoro Dario Argento (fino a Trauma) è stato uno shock!
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