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giovedì 9 maggio 2013

Anna Karenina

di Joe Wright
con Keira Knightley, Jude Law, Aaron Taylor-Johnson, Kelly Macdonald, Matthew Macfadyen
Gran Bretagna 2012




Inizio premettendo di non aver letto questo libro di Lev Tolstoj (anche se fa parte di una lista che sospetto non basterà mai questa vita per finirla), ma credo che un po' tutti conosciamo, anche per 'sentito dire', la storia di Anna Karenina. Per chi invece non la conoscesse credo che i film servano anche ad insegnare e a far conoscere qualcosa che per tempo, pigrizia o gusti diversi non conosciamo. Soprattutto quando si parla di classici mondiali. E Tolstoj fa parte di questa cerchia per me ristretta e particolarissima.
Joe Wright è riuscito a mettere in scena un libro per nulla semplice, sia per questione di tempo perché trasporre in pellicola un libro di 1200 pagine non è cosa facile, sia per i turbamenti interiori di Anna, donna difficile e complessa, la cui interiorità è difficile da trasmettere. In più vi è tutto un mondo, quello russo dell'Ottocento, controverso, particolare intorno al quale ruotano vari personaggi e varie psicologie.
Ciò che amo degli autori russi è proprio questo: tutta la mole interiore, sociologica, sociale, religiosa, umana che riescono a intrecciare con vicende personali e apparentemente semplici.
Wright, secondo me, ha fatto di più: consapevole della difficoltà strutturale del classico in oggetto, ha deciso di mettere in bella vista le problematiche alle quali andava incontro e ne ha fatto la sua forza. Tutta la teatralità inscenata come se stessimo assistendo ad uno spettacolo in teatro è brillante, così come gli espedienti utilizzati per cambiare ogni volta scena e per mettere in evidenza il tempo che trascorreva. Il modo spazio temporale in cui si muovono i personaggi, i loro gesti, la loro eleganza sono impeccabili. La forma è espressa alla sua massima potenza, una forma che intrecciandosi con la sostanza (che sembra esserne penalizzata, ma che invece esplode più vigorosa che mai) fa venire fuori tutti gli affanni di un cuore infelice e buio, di una donna che sceglie, libera e sola in una società che la condanna. E tutti i suoi stati d'animo, ma non solo i suoi, sono messi in scena attraverso gli oggetti, i colori e i suoni, non solo spiegati da Anna/Keira. Sono rimasta completamente catturata e strabiliata da così tanta consapevolezza cinematoriale del regista. Un film di classe, girato con gusto, spettacolare e paralizzante soprattutto per la sua sfera estetica.
Mi duole dirlo, ma una nota stonata però l'ho percepita per tutta la durata del film: Keira Knightley. Non so, sembrava di vederla ancora in A dangerous Method o semplicemente non posso ancora riprendermi dalla sua interpretazione nel film di Cronenberg, non me ne vogliate. Cioè sicuramente impeccabile e bellissima, ma qualcosa non me l'ha fatta amare completamente, a differenza di un Jude Law nuovo in un ruolo glaciale e vigoroso. Sarà quel modo di fare la disperata con la mascella serrata, ma in quelle scene non l'ho trovata particolarmente intensa come volevo. Ma è solo una piccola annotazione alla fine superabile nel suo complesso. Nota di grande merito invece a Dario Marianelli, apprezzato compositore italiano e perfetto nelle musiche che accompagnano mirabilmente lo scorrere delle vicende narrate.

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domenica 27 marzo 2011

Last night

di Massy Tadjedin, con Keira Knightley, Sam Worthington, Eva Mendes, Guillaume Canet, Usa, Francia, 2010.
Una giovane coppia di sposi Michael e Joanna, formata da Keira Knightley e Sam Worthington, vive la propria quotidianità. Joanna sospetta che il marito abbia una storia con una sua collega, Laura, e dopo aver litigato mette da parte la paura. Il giorno dopo Michael parte per lavoro a Philadelphia insieme a Laura. Il caso vuole che anche Joanna quel mattino incontri una sua affascinante e vecchia fiamma, Alex, e la notte seguente, quindi, entrambi i coniugi si ritroveranno a vivere una appassionante notte: istantaneamente in due città diverse con due partner diversi. Chi dei due cadrà in tentazione? Chi tradirà chi? Tradire è solo tradire col corpo o essere coinvolti mentalmente è anche un po' ingannare l'altro? Ha senso privarsi di una passione che si desidera per non offendere l'altro?
Last night è un film con due lati. Se fosse per l'accoppiata Knightley/Canet, cioè Joanna e Alex la pellicola non sarebbe male, anzi ci sarebbero notevoli punti d'analisi e di interesse. I due recitano benissimo, efficaci ed intensi, Keira in primis. La storia tra i due è coinvolgente, sensuale, fatta di sguardi e ammiccamenti che lasciano allo spettatore fare il resto. E se si approfondisse il loro legame, i loro turbamenti, limiti, ossessione, ma anche la loro inevitabile passione il film sarebbe perfetto. A 'sporcare' l'atmosfera(e anche il film)  travolgente della notte newyorkese è la coppia che a Philadelphia non riesce a trasmettere un filino di interesse e pathos. Due 'anime morte', due attori tristi e pessimi, del tutto inespressivi e passivi, una storia senza vigore, dei dialogi che rasentano il ridicolo ("Io non dormo mai. Ora che ho dormito un'ora mi sembra di avere dormito 100 anni" O_O'). Ok, la storia in questione si basa più sul carnale ed è meno emotiva rispetto all'altra, la quale è invasa da un precedente vissuto, ma si può dire comunque tantissimo. Solo non sanno come fare, perché per trasmettere tensione sessuale e movimenti del corpo ci vuole maestria. La scena in piscina è di un imbarazzo mostruoso (per noi spettatori, intendo) e loro sono passionali come un termosifone.
Ogni volta che, finalmente, si passa ad Alex e Joanna l'attenzione cresce, per un modo di fare sicuramente diverso. Due anime che si incontrano per dirsi ciò che non si sono detti mai, per confessare paure e timori, per fare i conti con una realtà ormai non più consona alle loro vite. Tra vino, musica, sorrisi,silenzi, movimenti, Keira è bellissima e convincente, Canet ha fascino, è romantico e schivo. La loro è una storia fine e sofisticata, che suscita curiosità in questa ultima notte di amore e follia.

2,5/5 (Se fosse stato per Worthington/Mendes: 0/5)



Non c'è veramente storia.
Che sguardi fulgidi ed eleganti....ahhahahahaha!! O_o


mercoledì 23 marzo 2011

Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen


Ho sempre amato la letteratura inglese, ma l'avevo dimenticato. Era da un po' che avevo deciso di leggere Orgoglio e pregiudizio e finalmente ho deciso di prenderlo in mano. E' stata una rivoluzione e allo stesso tempo un piacere silenzioso e costante. Jane Austen è una penna raffinata e delicata, la sua storia è appassionante e decisa, mai scandalosa o dolente. Mi è piaciuto immergermi totalmente nel mondo di Elizabeth ed ho amato piano piano tutti i personaggi austeniani. Leggendo ho avuto l'impressione di essere nel suo mondo, di vederne i contorni, di assaggiarne gli odori. Deve essere stupenda la campagna inglese! E che gusto per il romanticismo! Affascinante la storia tra il Signor Darcy ed Lizzy, trattata con tatto e leggiadria. La Austen crea un teatro con tutti i personaggi più particolare, ne fa analisi psicologiche e caratteriali, allestendo un vero e proprio circolo di vite umane. E' imprevedibile e  accattivante. Intelligente ed efficace. Una vera e propria dama dell'Ottocento.

5/5



E poi, da buona cinefila, avevo già pronto il film. Quello di Joe Wright, con Keira Knightley, Matthew Mcfadyen, Rosamund Pike, Rupert Friend, oltre ad una giovanissima e frivola Carey Mulligan. Inutile negare che il mio animo romantico sia stato sopraffatto e totalmente conquistato. Tutte noi donzelle abbiamo finito per essere innamorate del signor Darcy, come delle adolescenti. Il film mi è piaciuto per i colori e la fotografia. Deliziose le campagne inglese (un viaggetto non lo vedo male!^^). Un film chiaramente ha dei limiti temporali che un libro non ha. Molte cose mancano e molti collegamenti saltano rispetto al libro, che è pieno di minuzie e vari intrecci, difficili da portare tutti sullo schermo. Comunque il film è romantico ed è una squisita commedia all'inglese.

3/5

Ho pronto sul comodino Ragione e Sentimento e sono alla caccia di tutti i titoli ambientati nell'Ottocento (film & libri). Ma quante trasposizioni cinematografiche hanno avute le opere della Austen??? Veramente tante!!
Vabbè per non rincretinire del tutto, ora però leggo Non è un paese per vecchi. Ogni tanto è necessaria anche la violenza... e McCarthy ne sa qualcosa!


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