Visualizzazione post con etichetta Black Swan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Black Swan. Mostra tutti i post

mercoledì 19 gennaio 2011

Black Swan

di Darren Aronofsky, con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Winona Rider, Usa, 2010


Ho appena finito di vedere Black Swan. Sono completamente estasiata. Un film eccezionale che m'ha catturato l'anima. C'ho letto dentro tutta la tematica del doppio di dostoevskiana memoria. Il regista riesce a scavare l'anima, a scandagliare soprattutto le ombre e le complessità che ognuno di noi ha dentro. Un insospettabile cigno che cela dentro di sé il buio. Il gioco dialettico della pellicola è ciò che mi ha coinvolto maggiormente. Se il tema è quello del doppio, nel film tutto è dicotomico: realtà e fantasia, luce e buio, bianco e nero, libertà e ossessioni, sorrisi e pianti, vita e morte, certezze e paure. Tutto si nutre di contrasto, la vita stessa entra in contraddizione. La materia e lo spirito si fondono in un corpo solo. La musica è l'accompagnamento perfetto per quella che è la metamorfosi di un'anima, di Nina, che vive una lotta tra il suo io puro e candido e un altro io, geloso e oscuro. Un film poco didascalico, aspetto per me certamente positivo, che consente un'analisi soggettiva allo spettatore. Come il rapporto con la madre, poco analizzato verbalmente, ma bastano poche scene per capirne la complessità e le manipolazioni di un rapporto sbagliato. Il gioco di specchi, di ombre e luce (anche quando è sull'autobus si specchia e si scorge 'il sosia') è un momento filosofico-psicologico alto. Natalie Portman da Oscar, meravigliosa e convincente. Bravissima nel suo sdoppiamento, sublime nel cadere e rialzarsi dall'abisso. Si aprono, davanti a noi, due possibilità: o ritrovare l'ultima unione o andare incontro alla catastrofe. Quando la parte peggiore di un uomo viene fuori, si è persone sdoppiate, inizia la coesistenza di due principi inconciliabili. Uomo-Dio. Ogni figura tragica è abilitata dal ridicolo. E qui si apre il tema religioso. E si può parlare di filosofia russa, di Kakfa, di Freud e non solo. Insomma da vedere. E rivedere.

5/5

"Il nostro eroe gettò un grido e si afferrò il capo. Ahimè! Già da un pezzo aveva questo presentimento." (Finale de Il sosia di Fedor Dostoevskij)







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...