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mercoledì 15 giugno 2011

X-Men: L'inizio

di Matthew Vaughn, con James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Kevin Bacon, Rose Byrne, January Jones, Usa, 2011.

Premetto di non avere mai letto (ahimé) un fumetto di X-Men, della mitica casa editrice statunitense Marvel, né di avere mai visto gli altri film sugli X-Men, usciti nel corso degli anni. Insomma conosco qualcosina, e in modo vago, della storia. Per cui non sapevo neanche bene come accostarmi ad un film del genere. Tuttavia amando comunque il mondo comics e cercando di scoprire sempre nuovi generi (anche cinematografici) ho deciso di guardare questo film.
E' ormai risaputo che i fumetti stanno sempre di più invadendo i cinema mondiali e bisogna ammettere che portare su schermo un fumetto, che per definizione ha tempi e spazi diversi da tutte le altre forme letterarie, non è affatto facile... ma neanche impossibile. Come è stato per Scott Pilgrim versus the world, che ha fatto impazzire per la sua forma narrativa, anche X-Men: L'inizio, secondo me, è un buon film con il giusto ritmo, sempre incalzante e ritmico, ottimo anche per chi non conosce esattamente la storia. Spiega le origini del mito e di come Charles Xavier/Professor X abbia conosciuto Erik Lehnsherr/Magneto, dei loro poteri e dell'esistenza di altri come loro: i mutanti. Insieme per sconfiggere Shaw (Kevin Bacon) e poi divisi verso due strade distinte e separate. Xavier che rappresenta la ragione, la scienza, colui che col buon senso cerca di far sussistere umani e mutanti e Magneto che delinea la vendetta, la ribellione, in nome di ciò che ha vissuto, ma anche contro un'umanità pronta ad eliminare i mutanti. Da che parte stare? Siamo già tutti pronti per il seguito, per capire come si evolveranno le cose.
Il film prende forma negli anni '60, gli anni della guerra fredda e delle sempre forti tensioni tra Russia e Stati Uniti. L'epoca delle scoperte spaziali, l'era in cui viene fuori l'esistenza dei mutanti. Gli anni '60 ben figurati da Emma Frost (January Jones, la bella di Mad Men e vista anche di recente in Unknown-senza identità), che con i suoi abiti e acconciatura mi ha portato alla mente le atmosfere di Star Trek. Da segnalare anche la candidata al premio Oscar Jennifer Lawrence, tanto amata in Un gelido Inverno, qui non del tutto convincente, nel senso che non mi è piaciuta nei panni di un' avatar-mutante. Comunque sia Vaughn confeziona un film molto godibile, dopo il suo precedente e sempre gustabile Kick-Ass e se vi state chiedendo da che parte stare, io dico:
"Erik se non sbaglio."
"Preferisco...Magneto!"

3/5

venerdì 4 febbraio 2011

Winter's Bone (Un gelido inverno)

di Debra Granik. Con Jennifer Lawrence, John Hawkes, Kevin Breznahan, Dale Dickey, Usa, 2010, uscita italiana 18 febbraio 2011.


Missouri. In mezzo alle montagne vive Ree Dolly, una ragazzina di 17 anni costretta a prendersi cura della sua famiglia. Della madre, malata di mente e di una fratello e una sorellina più piccoli. Il padre, noto fabbricatore di anfetamine, pare scomparso e se non si presenterà in tribunale, Ree  e i suoi fratelli perderanno anche la casa. Ree così andrà alla ricerca del padre, probabilmente morte in qualche dove, nel disperato tentativo di non perdere la casa.
Siamo lontani dall'idea di una America glamour e ricca, ma siamo dinanzi ad un film che esprime tutto il disagio e l'isolamento di una zona rurale e chiusa tra le montagne. (Vengono in mente le atmosfere di Twin Peaks).
Ree non va a a scuola, né tantomeno fa ciò che farebbe qualsiasi ragazza nel pieno della sua adolescenza in un posto ricco dell'America. Si occupa dei fratelli, della casa manifestando protezione e dolcezza. Una dolcezza, però, celata da una profonda rabbia verso un ordine di cose ingiusto che, però, affronta con una dignità enorme. Mai un cedimento, mai una paura, ma sempre grinta e forza.
Un film intenso e particolare, come la sua fotografia e i suoi colori, tipici del luogo e bellissimi da vedere. Ree ha paura, ma non lo dimostra, piange in silenzio e parla attraverso i suoi sguardi.  Proprio per questo ne viene fuori un'ottima interpretazione, della giovane Jennifer Laurence, giustamente candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista, e qualora vincesse, non mi dispiacerebbe affatto. E' brava, è acuta, parla nei suoi silenzi.
Un film, in cui è riservato un ruolo particolare alla donna. Abbiamo dinanzi una società matriarcale, dove le donne sono le 'custodi' della casa, dove le donne picchiano, difendono il proprio uomo, difendono un' unione, prendono decisioni. Il ruolo dell'uomo è più marginale, eccetto per John Hawkes (Già visto in Lost), zio di Ree, il quale avrà un ruolo più importante.
Ree non odia il padre, come umanamente dovrebbe essere, ma soffre una situazione, che cercherà con tutte le forze di risolvere, rinunciando a se stessa.
Winter's Bone, candidato anche agli Oscar come miglior film, merita d'essere visto, nel senso più completo del termine, perché t' entra dentro.

5/5




























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